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Massimo Dalla Pola
The house of the bad plants
Window view: 24 luglio - 31 agosto 2008
Inaugurazione: mercoledì 23 luglio 2008 ore 19

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Massimo Dalla Pola prende le mosse da una visione critica del rapporto che si è instaurato in epoca contemporanea tra uomo e natura. La ricerca affannosa e, in un certo modo, forzata di comunione e di armonia con la natura viene qui ribaltata e, anzi, viene sottolineato come quest'ultima può essere subdola e pericolosa. Come in un erbario medievale, MASS! mette in mostra alcune piante velenose, essenze rintracciabili nei nostri giardini, presenze vicine e in apparenza consolatorie. Ma ecco che la grande dimensione, il disegno levigato e glaciale, il supporto che diventa materia stessa delle opere, crea un disagio emozionale, uno spaesamento e un crollo delle certezze. Ricorda dunque la natura matrigna di Leopardi, a cui l'artista rende omaggio con una Ginestra: una natura velenosa che, sotto un sembiante incantevole, nasconde un sottile pericolo per l'uomo che non ne ha coscienza o che non ricorda. Il materiale utilizzato e la scelta dell'installazione non fanno altro che sottolineare questo concetto di fondo su cui l'artista lavora da tempo: piante velenose iperbolicamente ingigantite e artificiali - digital draws a stampa a solventi su PVC - prendono forma su una materia altrettanto velenosa e nociva, che non è più solo supporto ma materia di cui sono costituite le essenze stesse. L'installazione vede diventare la galleria una serra, ma è una serra artificiale, alimentata da una luce al neon, chiusa all'aria e alla luce naturale, un piccolo spazio reso malato, chiuso e soffocante dalla presenza ingombrante e imponente delle piante. Un prodotto artificiale dell'uomo o una creazione di quel dio, Natura naturans, di spinoziana memoria? Thomas Bernhard rende palese il rapporto uomo/natura indagato dall'artista: "In fondo io odio la naturaÉ La natura è contro di meÉ La nostra esistenza consiste nell'essere e nel lottare perennemente contro la naturaÉ lottiamo contro la natura fino a quando rinunciamo a questa lotta perché la natura è più forte di noi, noi che per arroganza ci siamo trasformati in un prodotto artificiale. Noi non siamo in effetti esseri umani, noi siamo prodotti artificialiÉ Noi siamo quelli che vogliono continuamente sottrarsi alla natura, ma com'è ovvio non ci riusciamo e restiamo a metà strada."




Zibaldone
Closing day, mercoledì 22 luglio 2009, h. 19.00
Window view, dal 23 luglio al 31 agosto 2009

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Dopo un anno esatto dalla precedente personale, Allegra Ravizza Art Project presenta una nuova installazione di Massimo Dalla Pola, con la medesima formula del closing day, giorno in cui verrà inaugurata la mostra, che chiuderà la sera stessa e che sarà visibile dall'esterno per tutto il mese di agosto.
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Zibaldone è un work in progress, un "grand tour" fotografico attraverso l'Europa urbana, che comprende un gruppo numeroso di scatti digitali sovraesposti, stampati su carta per acquarello. Una selezione di immagini di Amsterdam, Atene, Berlino, Milano e Torino saranno collocate in vetrina e, grazie all'illuminazione interna, la galleria assumerà l'aspetto di un grande light box in funzione 24 ore su 24.

"È un lavoro sul trascorrere del tempo, sulla memoria, sull'imperfezione e sulla ricerca della verità.
Dal punto di vista ambientale mi occupo di atmosfera urbana. In particolare mi interessano gli aspetti di modificazione percettiva che essa suscita nell'osservatore. Ritraggo paesaggi o brani di esso, nei quali, per l'intervento poderoso della luce, vengono a mancare coordinate visive usuali a favore di una rappresentazione lirico-surreale della realtà. Il soggetto, bloccato nel tempo di uno scatto in uno stato di totale disorientamento visivo, si manifesta quasi fosse un'allucinazione, spesso iconica e fortemente simbolica.
Anche l'approccio al mezzo digitale non è ortodosso. Non ricerco l'alta definizione ma, portando all'estremo le caratteristiche dello strumento, ne scopro i limiti".

Massimo Dalla Pola, nato nel 1971, lavora a Milano. Dal 2002, quando esordisce da Luciano Inga-Pin, espone in gallerie e spazi pubblici in Italia e all'estero (Berlino, Londra, Bandirma-Turchia).