Claudio Massini

Claudio Massini

4 Dicembre 2008 - 24 Gennaio 2009

Inaugurazione: 4 Dicembre 2008, 18:00

Per la sua nuova personale milanese, Claudio Massini ha scelto i suggestivi spazi dell'Allegra Ravizza Art Project di via Gorani 8. Dal 4 dicembre al 24 gennaio 2009, dieci tele occuperanno la galleria e racconteranno il percorso creativo dell'artista nato a Napoli ma triestino d'adozione.

E questa sua felice contaminazione tra cultura tirrenica e adriatica è stata molto bene evidenziata da Philippe Daverio in uno dei cataloghi che hanno accompagnato le sue numerose mostre, in Italia e all'estero: "Massini, nella mente e nell'aspetto è il risultato d'una congiunzione assai bizzarra. È nato a Napoli e parla con l'accento triestino, che è poi quello di suo padre. Deve molto a Napoli e forse altrettanto a Trieste. È cresciuto accanto al Museo Archeologico ed è diventato sin dalla prima infanzia una sorta di erede pompeiano. Ma s'è pure formato con gli echi d'un mondo kakanico dell'Europa di mezzo ora scomparso. Le leggerezze dello Jugendstyl, le eleganze della Secessione, i cromatismi d'un decadentismo tutt'altro che decadente lo hanno immediatamente contaminato".

Claudio Massini espone fortemente nel suo lavoro il concetto che permette all'artista di attingere da una forma ideale del bello, del sogno, della coerenza lirica. Tutta la ricerca poetica di Massini fino dagli esordi è basata su regole nuove e ritrovate, da un'estetica positiva della bellezza.

In questo progetto espositivo Massini affianca l'eleganza e la pulizia formale delle piccole opere degli anni ottanta con la nuova freschezza di un lavoro che affonda le radici nella storia dell'arte. I grandi firmamenti azzurri dell'ultimissima produzione sono la nitida conseguenza delle note "stanze visionarie" che l'artista ha realizzato lungo tutto il tragitto della sua carriera.

La prima sensazione che si avverte nell'avvicinare il lavoro di Claudio Massini è il desiderio di sfiorare con il palmo della mano la superficie dipinta, come se ci si trovasse di fronte a un intarsio di legno e marmo e si pretendesse di sentire le diverse temperature dei materiali impiegati, o a una pelle conciata e dipinta e si ritenesse di doverne vagliare la rugosità.

E' ovvio il richiamo indiretto alla testimonianza di artisti di somma levatura: da Jacques-Louis David per la compostezza ed eleganza delle sue narrazioni, ad Henri Matisse per la fede nel decorativismo fino a Pablo Picasso per una inesausta cavalcata su segni linguistici e materici.

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