05Novembre

Bruno Munari

 

 

Quello nato a Milano nel 1907

 

Quello delle macchine inutili del 1930

 

Quello dei nuovi libri per bambini del 1945 ristampati ancora oggi in varie lingue

 

Quello dell’Ora X (quello dei multipli) del 1945

 

Quello delle scritture illeggibili di popoli sconosciuti, 1947

 

Quello dei libri illeggibili del 1949

 

Quello delle pitture negative-positive del 1950

 

Quello delle aritmie meccaniche del 1951

 

Quello delle proiezioni a luce polarizzata del 1952

 

Quello delle fontane e giochi d’acqua del 1954

 

Quello delle ricostruzioni teoriche di oggetti immaginari in base a frammenti di residui di origine incerta e di uso dubbio, 1956

 

Quello delle forchette parlanti del 1958

 

Quello del design

 

Quello delle sculture da viaggio del 1958

 

Quello dei fossili del duemila, 1959

 

Quello delle strutture continue, 1961

 

Quello delle xerografie originali del 1964

 

Quello degli antenati, 1966

 

Quello della flexy del 1968

 

Quello della grafica editoriale Einaudi

 

Quello dell’abitacolo del 1971

 

Quello dei giochi didattici di Danese

 

Quello dei messaggi tattili per non vedenti del 1976

 

Quello dei bonsai

 

Quello dei laboratori per bambini al museo del 1977  e di tutti gli altri laboratori in altri paesi

 

Quello delle rose nell’insalata

 

Quello della lampada di maglia

 

Quello dell’olio su tela del 1980

 

Quello dell’Alta Tensione

 

Quello dei colori rotanti 

 

Quello del corso di design alla Harvard University USA del 1967

 

Quello premiato col compasso d’oro, con una menzione onorevole dall’Accademia delle Scienze di New York e quello premiato dalla Japan Design Foundation “per l’intenso valore umano del suo design”

 

 

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