05Novembre

Elio Marchegiani

Nasce a Siracusa nel 1929 e la sua carriera artistica inizia da autodidatta, muovendo da solo i primi passi nella pittura. Fecondo e poliedrico artista, sperimentatore irriverente di tecniche, materiali e linguaggi, Elio Marchegiani si impone così da circa mezzo secolo come una delle figure più eccentriche e trasversali del panorama dell’Arte italiana. 

Dopo il trasferimento con la famiglia a Livorno, frequenta l’ambiente artistico della città, arrivando a conoscere Mario Nigro, punto di riferimento fondamentale per la formazione di Marchegiani. Insieme iniziano a organizzare mostre ed incontri culturali, fino a quando, Gianni Bertini, amico e confidente dell’artista, gli suggerisce di lasciare la provincia per Parigi, Milano, Roma, Bologna (a Pianoro Vecchio), e, in estate, lo studio nelle isole di Favignana e di Ischia. Esordisce intorno alla metà degli anni ’50 con una produzione prossima all’informale che da subito mostra una forte carica ironico-trasgressiva. Nel '59 partecipa all'8° Quadriennale di Roma. A Firenze fa parte del "Gruppo 70", iniziando una solidale amicizia con Giuseppe Chiari. Elio Marchegiani matura nel clima del New Dada, del Nouveau Réalisme e della Pop Art, ponendo particolare attenzione al lavoro di Marcel Duchamp, Giacomo Balla e Lucio Fontana, insieme ai legami fra scienza ed immagine. È questa la base del lavoro di Elio Marchegiani che, negli anni sessanta, sarà gestito da Guido Le Noci della Galleria Apollinaire a Milano e da Gaspero del Corso della Galleria L'Obelisco di Roma. 

Nel 1968 è alla Biennale di Venezia insieme alla ricostruzione di “Feu d’artifice” e i fiori futuristi ed altre opere lasciate da Giacomo Balla incompiute o con la scritta: "Ricostruiteli con i materiali della vostra epoca”.

Dal 1969 Elio Marchegiani si dedica anche all’insegnamento presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino "Tecnologia dei materiali e ricerche di laboratorio" e successivamente viene nominato alla cattedra di “Pittura”. 

Dopo la ricerca sul movimento, la luce e la ricostruzione di Feu d'Artifice, l'idea di "tecnologia come poesia" lo porta ad un'analisi ancora più attenta del suo lavoro con opere e ambientazioni. La serie delle Gomme (eseguite tra il '71 e il '73), ad esempio, sebbene destinate a morire nel tempo, vengono esposte alla Biennale di Venezia del 1972 con la ricostruzione in scala del campanile di San Marco, lavoro che  precede il periodo in cui si dedica alle “Grammature di colore” e alle ricerche sui supporti (Intonaco, Lavagna, Pelle, Pergamena esposte allo Studio Sant'Andrea di Milano da Gianfranco Bellora col quale ha avuto un lungo sodalizio). Pensate come riflessione concettuale sulla pittura, le Grammature distillano, in una sequenza di spesse linee verticali replicate in diverse combinazioni numeriche, i colori propri della grande tradizione italiana dell’affresco. Una “Grammatura di colore” è attualmente esposta nella Collezione Arte Contemporanea Italiana alla Farnesina (Ministero degli Esteri, Roma) ed altre in vari Musei Italiani ed Esteri.

A partire dagli anni Ottanta Elio Marchegiani pone al centro del suo lavoro la tecnica dell’assemblaggio di objet trouvé. A Parigi alla FIAC '85 a '86 riceve una committenza franco-americana con installazioni definitive a Parigi nella Il Saint Louis, al Castello di Blois sulla Loira e successivamente a New York e San Francisco. Nel 1986 Giorgio Celli lo invita alla Biennale di Venezia "Sezione Biologia". Nel 1997 partecipa alla mostra "Dadaismo Dadaismi – da Duchamp a Warhol – 300 capolavori" a Palazzo Forti di Verona, con l'opera "Deus ex machina, 1965" invitato dal curatore Giorgio Cortenova. Nel 1998 il Comune di Livorno, nello spazio del Museo Fattori, gli dedica un'ampia antologica che comprende le opere più significative dei diversi periodi della sua ricerca artistica con la pubblicazione di un catalogo dal titolo: "Fare per far pensare", logo del suo lavoro. Ed ancora nel 2001 è presente al Ministero degli Affari Esteri, nella "Collezione di artisti del XX Secolo alla Farnesina" a cura di Maurizio Calvesi che, nel 2007-08, sempre con una “Grammatura di colore” lo invita al "Viaggio nell'arte italiana – cento opere dalla Collezione Farnesina", mostra itinerante nell'Europa Orientale e nell'America Latina. Nel 2004 alla Mole Vanvitelliana di Ancona partecipa alla mostra "Riflessi nell'arte" e al XXI Premio Sulmona, su invito di Giorgio di Genova, riceve il Primo Premio. Nel marzo 2007 si tiene una mostra antologica nel Convento del Carmine di Marsala, sede dell'Ente Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea, con la presentazione di Sergio Troisi e la pubblicazione del volume “Linee di produzione 1957-2007” a cura di Carola Pandolfo Marchegiani, edizione Carte Segrete, Roma. Nel 2001 il Museo Teatrale alla Scala lo invita con la sua ricostruzione di "Feu d'artifice" e la stessa opera verrà poi riportata a grandezza originale in occasione della mostra "Sipario" al Castello di Rivoli nel '97, ancora nel 2005 al MART di Rovereto nella mostra "La danza delle Avanguardie" e infine a Palazzo Reale di Milano nel 2009 nella mostra "Futurismo 1909-2009 - Velocità+arte+azione". Nei mesi di luglio, agosto, settembre del 2010 Elio Marchegiani è protagonista della nuova mostra antologica alla Torre di Guevara di Ischia con presentazione in catalogo di Massimo Bignardi, edito da Le Rive di Cartaromana.

Nel gennaio 2012 la Galleria Allegra Ravizza Art Projet allestisce la prima  esposizione di opere storiche a partire da un progetto del 1971 “La cultura è energia”, una mostra in 5 azioni tenutasi alla Galleria Apollinaire di Milano con Pierre Restany. Il curatore della mostra, Marco Meneguzzo, afferma in un’intervista televisiva: “Marchegiani è il futuro fatto in casa”. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, nel marzo 2012, l’artista partecipa con l’opera “Helios” 1966, ad Arte Programmata e cinetica anni ‘60 e ’70 a cura di Giovanni Granzotto e Mariastella Margozzi.

Dalla fine del secolo ad oggi, la sua attività è rivolta a opere tridimensionali e ambientali, insieme al suo “Fare per far pensare” dedito a un’attenzione verso il mondo esterno, nella costante convinzione che l’artista debba raccontare anche la propria epoca.

 

 

 

Esposizioni 

 

2012

Milano, Galleria Allegra Ravizza, “ 1 Cultura è energia ”  opere storiche,  a cura di Marco Maneguzzo

2010

Ischia, Torre di Guevara, “ Elio Marchegiani alla Torre di Guevara” catalogo con presentazione di Massimo Bignardi, edizioni Le Rive di Cartaromana

2009

Milano, MiART 2009, Galleria Giraldi

Roma, Galleria Delloro “La fratellanza è nell’epidemia: le mosche 1969-2009”

2008

Livorno, Galleria d’Arte Giraldi “La verifica certa” catalogo con  presentazione di Marco Meneguzzo

2007

Milano, MiART 2007, Galleria d’Arte Niccoli

Marsala, Ente Mostra di Pittura Contemporanea  “Città di Marsala” Convento del Carmine “ “Linee di produzione 1957-2007”– “Tempi di vita del fare per far pensare”  cura e presentazione di Sergio Troisi , monografia con antologia di AA.VV a cura di Carola Pandolfo Marchegiani, Edizioni Carte Segrete, Roma;

Roma,  Sala Espositiva del Centro d’Arte Contemporanea (CEDAC) della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre “Tra esperimento e innovazione: cinquant’anni di idee, progetti ed opere 1957 – 2007” a cura di Otello Lottini e Mariastella Margozzi

2005

Pontedera, Matithyà servizi per l’Arte e Fuoriluogo Arte Contemporanea “ventuno grammi -le grammature dell’anima” catalogo con presentazione di Riccardo Ferrucci

2002

Milano, Spazio Annunciata, “Il viaggio tradito” presentazione-intervista di Emma Gravagnuolo

2001

Castel San Pietro Terme, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, “La mia Cina” Mostre a castello: l’artista al lavoro -  catalogo con  presentazione di Bruno D’Amore

1999

Viadana, Galleria Civica G. Bedoli, “Un supporto : la carta” a cura di Luigi Meneghini presentazione di Giorgio  Cortenova

1998

Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli “Fare per far pensare” a cura di Carola Pandolfo presentazione di Giorgio Cortenova e antologia di AA.VV.

Livorno, Galleria Giraldi, Festa in Galleria con i “preziosi” di Elio Marchegiani e l’arte nel piccolo formato

1996

Tirolo, Castello di Brunnenburg, Tempo Reale “Till the rose-time will be over”

1994

Roma, Il Polittico “Raffinato Rosa 700 – 007”  cura e catalogo con  presentazione di Arnaldo Romani Brizzi

1993

Roma, Teatro Argentina, “Pittori a Teatro”  cura e presentazione  di Otello Lottini

1992

Capua, Art Now – Chiesa di San Salvatore a Corte - Museo Provinciale Campano “Trasgressioni” cura e catalogo con  presentazione  di Massimo Bignardi

1990

Roma, Galleria d’Arte Banchi Nuovi “Fare per far pensare” a cura di Adriana Bucciano,  in catalogo testi di Lorenzo Mango e  Arnaldo Romani Brizzi

1989

Sciacca Terme, Atelier dell’Arte “Grammature di colore” catalogo con testo di Gillo Dorfles

1986

Parigi, Grand Palis, FIAC 86 : Galleria Bianca Pilat, Milano “Sinopia con oggetto”

1985

Parigi, Grand Palais, FIAC 85  - Galleria Bianca Pilat, Milano “Sinopie”

1984

Marsala, Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Amar Marsala”   cura e catalogo di Carola Pandolfo, antologia AA.VV.

Milano, Banco di Santo Spirito “Sinopie”

1983

 Bari Expo Arte  e Nardo’, Galleria L’Osanna “Questa mia materia così leggera e così barocca” catalogo con testo di Toti Carpentieri

1981

Mantova, Casa del Mantegna “Mens agitat molem”  cura  e catalogo con  presentazione di Gino Baratta,

Francesco Bartoli e Miklos Varga

Mantova, Galleria Maurizio Corraini “Et in Mantegna ego…” a cura di Miklos Varga

1980

Milano, Studio Santandrea “Pelle”

Reggio Emilia, Sala Comunale delle Esposizioni “Rapporti Referenziali” cura e catalogo con  presentazione

di Bruno D’Amore, antologia AA.VV.

1979

Macerata, Pinacoteca Comunale “L’umano di-segnare”  cura  e catalogo con presentazione di Elverio Maurizi

Bologna, Arte Fiera “Rosa profondo – androgino ginandro” a cura di Franco Jesurum

1978

Alessandria, Sala Comunale d’Arte Contemporanea “Fare per far pensare” catalogo con  testi di Bruno D’Amore  e Italo Mussa

Trieste, Galleria Tommaseo “Supporti e grammature” catalogo con  presentazione di Gillo Dorfles

Bologna, Galleria Due Torri “La Piramide aperta” cura e catalogo con  presentazione di Giuseppe Marchiori

Milano, Studio Ennesse “Autonimia del tempo” a cura di Bruno D’Amore

1977

Milano, Galleria Vinciana “7 Aprile 75 – 7 Aprile 76”  catalogo con testo di Filiberto Menna

Ferrara, Parco Massari “La grande scacchiera” catalogo con testi di Giorgio Cortenova, Bruno D’Amore

Gillo Dorfles e Daniela Palazzoli

Modena, Galleria Civica, presentazione di Gillo Dorfles

Milano, Studio Santandrea “Pergamene” testo di Bruno D’Amore

1976

Pescara, Galleria I Diamanti “Grammature di colore”  catalogo con  testo di Elio Marchegiani

Roma, Galleria Seconda Scala “7 Aprile 75 – 7 Aprile 76” a cura di Italo Mussa

1975

Milano Studio Nino Soldano

Roma, Galleria Seconda Scala “7 Aprile 75 – 7 Aprile 76” catalogo a cura di Italo Mussa

1974

Verona, Studio La Città,  catalogo con presentazione di Guido Ballo

Venezia, Galleria Il Canale, catalogo con presentazione di Toni Toniato

Milano, Studio Santandrea

1973

Milano, Studio Santandrea

Bolzano, Studio 3Bi,  catalogo con presentazione di Giorgio Cortenova

Roma, Galleria Seconda Scala

1972

Bologna, Galleria Duemila “Il Sedicente”

Verona, Galleria Ferrari “Il punto ciò che non ha parti”  catalogo a cura di Bruno.D’Amore

1971

Milano, Galleria Apollinaire “La cultura è energia” mostra in 5 azioni a cura di Pierre Restany

1969

Milano, Galleria Apollinaire “9000 Mosche vive” a cura di Giorgio Celli e Bruno D’Amore

1967

Roma, Galleria L’Obelisco “Progetto Mercury e Progetto Minerva” a cura di M. Fagiolo Dell’Arco ;

Repubblica di San Marino, VI° Biennale, Sala ambiente : Premiato Associazione Internazionale Critici d’Arte

1966

Milano, Galleria Apollinaire “L’Occhio e la Venere” a cura di Maurizio Fagiolo Dell’Arco

1965

Livorno, Galleria Giraldi

Lussemburgo, Galerie d’Art Municipal, presentazione di Jacques Kermoal

1964

Livorno, Galleria Giraldi

Parigi, Galerie Dumay

1963

Lussemburgo, Galleria de l’Echauguette a cura di Franco Russoli

1958,59,61

Livorno, Galleria Giraldi

 

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