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BREATHING OBJECT

Günter Weseler

 

Dal 06 marzo al 03 aprile 2020
Via Nassa 3/A | Lugano

 

La Galleria Allegra Ravizza è lieta di presentare la mostra di Günter Weseler, Breathing Object, seconda personale in svizzera dell’artista in cui verranno presentate  opere appositamente create per la mostra.

 

Günter Weseler, nato in Polonia nel 1930, cresce e vive a Düsseldorf, fin dai suoi esordi incentra il suo lavoro sul respiro e sulle implicazioni che questo ha nelle nostre vite. A causa di gravi problemi alla gola, Weseler per tutta la sua vita soffrirà di complicanze respiratorie, facendo sì che questa sua difficoltà fisica lo renda particolarmente attento alla pratica respiratoria, a come gli organi funzionino, a cosa gli permetta meglio di respirare e cosa invece gli crei difficoltà e sforzo. Weseler impara ad ascolta il suo corpo, le sue emozioni, medita sulle possibilità di controllarlo, cerca di prenderne il controllo e capirlo profondamente. Fin dal 1964, genesi dei suoi lavori sul respiro, capisce che la respirazione è fatta di due componenti costanti: quella del suono, dell’udibile e quella del visibile.

Gli “Atemobjeckt, in inglese "Breathing Objects", sono l’evoluzione costante del suo lavoro e del suo pensiero, sono i suoi “oggetti respiranti”, che mai l’hanno abbandonato e sempre accompagnato, evolvendosi nel corso di tutta la sua carriera artistica.

Ogni "Breathing Objects", annidato in pellicce, respira riproducendo una precisa emozione e muta la propria natura in base allo spazio che lo circonda. Nascono forme di movimento che mettono in relazione il ritmo del respiro vivo con il movimento visibile che questo produce, il flebile suono, e il suo preciso ritmo, dando vita a sospiri che a tutti gli effetti risultano vivi. Accanto a noi.

Come lo stesso Weseler scrive: “Gli oggetti si modificano in base all’ambiente che li circonda e a loro volta modificano l’ambiente stesso. L’osservatore comprende l’oggetto della sua osservazione sempre dal suo particolare punto di vista, in base alla sua particolare esperienza pregressa, alla sua energia, come uno specchio”. Ed è proprio da questa componente cinetica quasi meditativa intrinseca nei suoi lavori che si evince l’elemento sia organico che animale dell’opera, rendendoli vivi, come nell’immaginario vasariano de "L’Angoscia delle Macchine", o nel film "Metropolis" di Fritz Lang. Questa correlazione, per noi è stata resa evidente nelle ricerche effettuati dalla Galleria e presentati all’interno dell’ultima mostra intitolata proprio “Metropolis”, ponendoci la domanda, se, proprio quel  filone di fantascienza nato nei primi anni del Novecento con la pubblicazione dell’opera teatrale di Ruggero Vasari “L’Angoscia delle Macchine” (1921/1923) , da cui trae ispirazione il celebre film muto “Metropolis” diretto nel 1927 da Fritz Lang, possa aver in qualche modo influenzato la ricerca artistica degli anni Cinquanta e Sessanta dell’artista, dando vita a macchine che nell’immaginario Weseleriano acquisiscono una totale umanità, una propria sensibilità ed espressione a volte inconscia: macchine che respirano, vivono, che pulsano e modificano il mondo attorno a noi.

 

Günter Weseler nasce ad Allenstein, in Polonia, il 2 marzo 1930.

Dopo aver conseguito il Diploma in Architettura, a partire dal 1958 lavora come pittore e scultore autodidatta. Nel 1960 presenta la sua prima personale presso la Galleria Utermann di Dortmund (Germania).

Nel 1964 crea il primo "Atemmusiken" (musiche di respiro), da qui ha inizio a una serie di lavori basati sul fenomeno del respiro convertito in musica che porterà in seguito alla creazione degli "Atemobjeckte" (oggetti respiranti) studiando il cambiamento delle relazioni tra questi, la loro posizione nello spazio, il luogo e la situazione.  

Negli anni Ottanta il suo lavoro è caratterizzato da una maggior attenzione verso l’elemento spirituale e attinge ai rituali e alle figure del Mandala, cerchi magici rituali simboli di unità. Tra il 1989 e il 1993 è ospite in qualità di Professore presso la Hochschule di Amburgo. Agli anni Novanta risalgono i primi "Moosobjekt" (oggetti con il muschio) e gli Oggetti-Specchio in cui l’elemento concreto e virtuale interagiscono.

Le opere di Günter Weseler sono presenti in numerosi musei e collezioni tra cui: il Museo d’Arte di Düsseldorf, la Kunsthalle di Brema, il Museo di Arte Contemporanea di Sydney, il Museo Atheneum di Helsinki, il Museo d’Arte di Berna e l’Istituto per le Relazioni Internazionali di Stoccarda.