THE HAPTIC EYE  

curata da Mark Gisbourne 


15 ottobre- 18 dicembre 2020

Lugano, Piazza Cioccaro 7
Milano, Via Gorani 8

La Galleria Allegra Ravizza in collaborazione con Diehl Gallery, è lieta di annunciare la mostra “The Haptic Eye” curata da Mark Gisbourne, esposizione fisica di un percorso presentato in contemporanea virtualmente sulla piattaforma Art-Cirle e  alla fiera di Londra, Frieze 2020. 
Doppia esposizione a Lugano e Milano, il 14 ottobre 2020 inaugura “The Haptic Eye”, collettiva degli artisti:

  
Charles Chamot
Birgit Dieker
Ritzi & Peter Jacobi
Klara Birò Jecza
Jolanta Owidzka

Günter Weseler
Magda (Vitalyos) Ziman

 

La mostra vuole approfondire e ampliare la ricerca sulla percezione visiva e tattile che proviamo di fronte a forme, colori e materiali permettendoci di comprendere come le esperienze estetiche derivino da un profondo legame tra l’occhio, il nostro cervello e il nostro corpo.

Con le Avanguardie degli anni ‘50, diviene centrale lo studio dei nuovi materiali perché necessari a quello che fu il grande cambiamento ideologico e concettuale dell’arte contemporanea, dai materiali industriali, ai motori e alla luce artificiale, che prima non rientravano nell’uso artistico, irrompono ora nell’opera d’arte. Ogni materiale, grazie alle sue diversità, possiede delle potenzialità specifiche che noi percepiamo in base alle nostre sensazioni e al nostro vissuto. La ricerca stessa sulla luce sfocia in un automatismo metodico sulla materia. I tessuti, la lana, il pelo naturale, grazie alle loro caratteristiche intrinseche, reagiscono diversamente alla luce, modificandosi e trasformandosi.

A partire dagli anni ’50, le fibre abbandonano il legame con l’artigianalità per entrare di diritto nel mondo dell’Arte in forme svariate. Acquisiscono tridimensionalità, permettendo all’opera d’arte di arricchirsi di una serie di qualità sensoriali prima impossibili da essere percepite. 

La morbidezza, l’elasticità, la sofficità, sono solo rappresentati nei panneggi e nei tessuti della storia dell’Arte, come in Cosimo Tura, Tiziano e Tiepolo dove, quasi come in un’idea platonica, diventano reali nella loro essenza attraverso la rappresentazione/idea fatta di colore e del nostro ricordo emozionale.

I tessuti, le fibre, le corde, permettono a questi artisti di creare nuove strutture tramite annodatura, attorcigliamento, intreccio, avvolgimento, pieghettatura, ancoraggio e intreccio. Hanno esplorato le qualità del tessuto per sviluppare opere che potevano essere bidimensionali o tridimensionali, piatte o volumetriche, di qualsiasi forma e dimensione, non oggettive o figurative. 

Questi artisti affrontano a volte la sfida del messaggio o del significato dell'opera d'arte che viene accompagnato dallo studio dei materiali e   utilizzati creando un legame indissolubile con il materiale stesso. Tali opere minano le idee tradizionali, mostrando come il percorso artistico legato all’evoluzione tecnica e la scoperta dei nuovi materiali è in continua evoluzione nonostante i tessuti affondino le loro radici su in una storia millenaria.

 

Sketch for tapestry Object 1970er gouache on paper 335x23 cm

Sketch for a Tapestry Object, Klarà Birò Jecza, 1970s, gouache on paper, 23x33,5 cm